repubblica.it: dalla pratica alla teoria

“Non dobbiamo preoccuparci di che fine farà il cartaceo ma di che fine farà il giornalismo”. Giuseppe Smorto docet. Condirettore di repubblica.it, a trent’anni della sua carriera, ventidue nel cartaceo e otto nel web, ha raccontato, oggi, sabato 28, presso l’hotel Sangallo di Perugia, cosa è cambiato negli ultimi anni, dal battesimo dell’era digitale a giorni nostri, nel mondo dell’informazione. Ha esordito poi commentando gli sviluppi del sito di news de la repubblica.it sugli aspetti di grafica, velocità o varietà dell’informazione e dei mezzi di comunicazione in generale. Evoluzioni che hanno permesso di garantire la comodità di chi fa giornalismo e che hanno modificato anche il modo di informare.

Non sono più dunque i giornalisti a viaggiare ma sono le notizie che viaggiano, che attraversano paesi, lingue e fusi orari. “La tecnologia ci dà una grandissima possibilità di crescita della nostra professione”, ha aggiunto Smorto. L’interazione con il pubblico in tempo reale è stato un altro nodo del workshop in riferimento alla crescita di questo fenomeno e sul citizen journalism: “il punto di vista del lettore, per quanto sia rispettabile, resta pur sempre un punto di vista personale, nonostante l’importanza di questa branca del giornalismo e”, ha proseguito, “una delle grandi doti del giornalista è saper ascoltare e saper ascoltare significa conservare l’umiltà, ponendosi sullo stesso piano dell’interlocutore”.

Altre argomentazioni sfiorate sono state il pluralismo dei soggetti e dei contenuti degli articoli rispetto anche alle parti politiche; la qualità dell’informazione; la concorrenza e le difficoltà delle nuove leve sulla soglia della porta del giornalismo.

Luca De Cristofaro