“Ci sono racconti che esistono solo grazie a forme alternative di comunicazione, come la web tv. Se dovessero passare attraverso i canali tradizionali non potremmo beneficiarne”.
Sempre più videomakers, in Italia, hanno deciso di accendere delle piccole telecamere nel loro contesto locale per raccontare le peculiarità; si va dalla città, al paese, fino al quartiere. C’è chi va persino oltre e segue le vicende del proprio condomino per poi narrarle, regolarmente, in rete e nel giro di pochi click.
Un esempio emblematico di questo giornalismo ‘fai da te’ proviene da Saronno, in provincia di Varese, dove a seguito delle chiusura di due tv locali, un saronnese si è munito di videocamera per raccontare, giornalmente, curiosità e stranezze della sua provincia.
Luca Tremolada, di Nòva 24 e Guido Scorza, dell’Istituto Politiche dell’Innovazione, hanno analizzato il fenomeno delle web tv dal 2006 ad oggi, per evidenziarne gli eventuali punti di forza e quindi di sviluppo.
Dal punto di vista strettamente tecnico abbiamo l’indiscusso potere dell’immagine, il cui impatto notoriamente supera quello delle parole, raccontando verità illuminanti e/o inquietanti nel giro di poche sequenze e raggiungendo pubblici diversi in contemporanea, senza il bisogno di ricorrere ad interpretazioni linguistiche.
Sul versante contenutistico, inoltre, la web tv è il nuovo, potenziale concorrente della tv italiana, osannata e duopolista; costituisce un vero e proprio fenomeno di aggregazione dell’informazione, possibilmente alternativa.
La web tv, a differenza della televisione, è pertanto orientata alla denuncia della verità, più che alla ricerca di audience che porti finanziamenti pubblicitari. Siamo insomma di fronte alla contrapposizione ‘informazione – numeri’.
D’altro canto, anche la web tv, per svilupparsi e diventare innovativa al 100%, deve avvalersi di alcuni finanziamenti. Per tale motivo alcune di loro stanno iniziando a legarsi alle piccole e medie imprese del territorio.
Federica Tedeschi